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Inquiry: Abitare l'Esperienza.

24/04/2026 09:37

dott.ssa Paola Fichera

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Inquiry: Abitare l'Esperienza.

Cos'è l'Inquiry e perché ricopre un ruolo centrale, all'interno dei percorsi Mindfulness-based.Continua a leggere...

Nel contesto clinico e dei protocolli Mindfulness-based, l'esperienza non si esaurisce nel momento in cui riapriamo gli occhi dopo una pratica o terminiamo un esercizio di respirazione.

Esiste un "secondo tempo" fondamentale, un ponte che collega l'esperienza interiore, una sensazione corporea o un pensiero passeggero, a una nuova forma di conoscenza di sé: l'Inquiry, ovvero l'indagine condivisa.

L’Inquiry (letteralmente "indagine" o "esplorazione") è il dialogo riflessivo che segue una pratica di consapevolezza.

Non è una ricerca dei "perché", ma, piuttosto, un invito a restare curiosi su cosa è accaduto e come lo abbiamo vissuto.

Gli scopi dell’indagine.

L'obiettivo primario dell'Inquiry non è fornire risposte, ma affinare la capacità di osservazione.

Attraverso l'Inquiry miriamo a:

  • Validare e normalizzare l’esperienza:

Qualunque cosa sia emersa (noia, ansia, pace, fastidio fisico, ...) ha diritto di esistere e va bene.

  • Sviluppare il "decentramento":

Imparare a osservare pensieri e sensazioni come eventi passeggeri, anziché identificarci totalmente con essi.

  • Dalla reazione alla risposta:

Riconoscere gli schemi automatici che si attivano sotto stress e abbracciare la possibilità di poter scegliere, gradualmente, altre risposte.

Come si articola l'Inquiry.

L'esplorazione può svilupparsi su diversi livelli:

  • Il Livello Fenomenico (Il "Cosa"): 
    Ci concentriamo sulle sensazioni fisiche emerse nel momento della pratica.
    C’era tensione? Calore? Un senso di vuoto?
  • Il Livello Emotivo e Cognitivo: 
    Esploriamo quali stati d'animo erano presenti e quale "rumore di fondo" produceva la mente.
  • Il Livello del Rapporto con il Contesto: 
    Riflettiamo su come questa esperienza risuoni con le sfide della nostra vita quotidiana.

Il Ruolo dello Psicologo e l’Alleanza Terapeutica.

Durante l’Inquiry, lo psicologo non riveste il ruolo di "chi sa", ma di compagno di indagine.

Il suo compito non è interpretare l'esperienza del paziente ("Ti senti così perché..."), ma agire come uno specchio empatico: se lo psicologo è presente e aperto, facilita nel paziente la stessa apertura verso sé stesso.

La qualità dell'alleanza terapeutica è qui determinante: l'Inquiry funziona solo se esiste uno spazio psicologico sicuro dove l'utente si sente libero di esprimere anche il disagio, senza il timore di essere giudicato o di aver "sbagliato il compito", anche perché non esiste una esperienza “corretta” o “errata”.

Il Potere del Gruppo: La Consapevolezza Condivisa.

Nei percorsi in piccolo gruppo, l’Inquiry acquisisce una dimensione sociale potente.

Il gruppo funge da cassa di risonanza: quando un partecipante condivide la propria esperienza, questa si trasforma in una preziosa opportunità per tutti
L'esperienza individuale diventa saggezza collettiva e occasione per conoscersi e riconoscersi nell'altro.

Conclusione.

L’Inquiry è l’atto di osservare la propria esperienza con gentilezza, imparando a leggere e accettare i messaggi che il corpo e la mente ci inviano costantemente.
 

Se sei interessata/o a intraprendere un percorso di questo tipo, puoi leggere di più sui protocolli Mindfulness-based e contattarmi tramite l'apposito form.

Nota:
L'Inquiry descritta in questo articolo è uno strumento clinico e processo relazionale complesso che richiede una cornice di sicurezza e la presenza di un professionista qualificato, per essere esperito in modo protetto ed efficace. 
I contenuti qui esposti hanno finalità puramente informativa e non costituiscono, né sostituiscono, una consulenza clinica individuale. 
Poiché l'esplorazione della propria interiorità può far emergere vissuti emotivi intensi, la supervisione clinica risulta necessaria al fine di gestire correttamente tali contenuti, specialmente in presenza di fragilità pregresse o fasi acute.